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10月26日 ...Il MarE e La luNa...IL MaRe e La LuNA
un giorno il mare dormiva già pancia in su per comodità e un'isola per cuscino la luce lo svegliò per metà ma non era giorno di già era notte c'era la Luna alzò gli occhi e la guardò bella più di tutto ciò che aveva visto perso se ne innamorò e il suo canto incominciò... Quanto ti amo tu nn lo sai forse non lo capirai mai bella come sei ma quanto male sai farmi Quanto ti amo nun può sapè tu che non hai sguardi per me spettatore immobile dei tuoi movimenti non mi vedi sono qua giù schiavo della tua indifferenza preso in una trappola di speranza Quanto ti amo tu nn lo sai forse non lo capirai mai mentre la tua pioggia scenderà dai miei occhi Quanto ti amo nun può sapè tu che non hai sguardi per me che ritorno a vivere ogni volta che muoio per te... Il mare era infelice e così la sua vista restava lì prigioniero di scoglie e rive una tempesta non gli servì con le onde dopo capì non l'avrebbe neanche sfiorata e allora corse verso l'orizzonte più vicino al cielo ma non servì a niente triste poi si rassegnò e il suo canto continuò... Quanto ti amo tu nn lo sai forse non lo capirai mai bella come sei ma quanto male sai farmi Quanto ti amo nun può sapè tu che non hai sguardi per me spettatore immobile dei tuoi movimenti non mi vedi sono qua giù
schiavo della tua indifferenza preso in una trappola di speranza Quanto ti amo tu nn lo sai
forse non lo capirai mai mentre la tua pioggia scenderà dai miei occhi Quanto ti amo nun può sape tu che non hai sguardi per me che ritorno a vivere ogni volta che muio per te... Quanto ti amo tu nn lo sai forse non lo capirai mai mentre la tua pioggia scenderà dai miei occhi Quanto ti amo nun può sape tu che non hai sguardi per me che ritorno a vivere ogni volta che muoio per te... CiOraaaaaaaa...l'ho messa anke sul blog...la nostra canzoncina che ci accompagna nelle giornate nebbiose(per nn dire pioggiose...ahah)che cantiamo in mezzo alla strada,in kumana,a scuola e per riprenderci da un bel compituccio o dalle ore del nostro AMATO Garribbuccio...
TI LOVIO TANTISSIMO...LO TAI EH?? 10月22日 EpICuRO...LETTERA A MENECEO SULLA FELICITà-EPICURO
Meneceo, Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla. Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità. Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo. Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità. Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive. Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mal nato, ma, nato, al più presto varcare la soglia della morte. Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno. Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E' bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire. Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è l'intelligenza delle cose, perciò tale genere di intelligenza è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili. Chi suscita più ammirazione di colui che ha un'opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode. Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa - la divinità non fa nulla a caso - e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l'avvio a grandi beni o mali. Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali. 10月21日 Domenica 21Ottobre......Non vedo l'ora che qsta Domenica passi in fretta...già di per se io ODIO le Domeniche,ma qsta è la più brutta...
la sto trascorrendo all insegna della pucundria più totale...se nn fosse per le chiamate delle miei piciule fiore e ingra sarebbe d avvero da suicidio...
il bello è che nn sò il perchè...perchè?perchè?...vorrei tanto che la risposta arrivasse da un qualsiasi posto...
mi capita ad un certo momento senza che io lo voglia di pensare,pensare,pensare...ma che cavolo...vorrei nn saper pensare e soprattutto ricordare...di pentirmi di alkune decisoni della mia vita e di alkune azioni...sia fatte che nn fatte...e quelle nn fatte sn le peggiori...mi tormentano in un modo assurdo...
Bene ora che ho scritto ciò su qsto blog mi sto chiedendo perchè l ho fatto...che stupida cosa...su un blog che leggeranno tutti ma nn me ne fotte proprio...sono questi i miei pensieri...
il ragazzo più dolce...IL RAGAZZO PIù DOLCE... Ragazza:Ti amo. Ragazza:ok ciao Ragazzo:ciao 2 ore dopo... Ragazza:ok bendami dopo due ore arrivano e si fermano Ragazzo:è un sì un no? Ragazza:un Sì...
10月17日 ...filastrocca..LA FILASTROCCA DELL INSALATA
...Mentre giochiamo cm bambine
siamo 5 o 6 bucchine...
a cui piacciono le formikine
tutte insieme formiamo un'insalata
che è bella e profumata...
siamo molto diverse tra noi
ma nn puoi dividerci nemmeno se lo vuoi...
1mollichina,1 bionda,1 talpa
1 puffa,1 gragamella
ed anke una palluccella...
queste noi siamo...
e tra noi ci LOVIAMO...
...AIUTO......E dmn CIà PROPRIO A NOI TUTTI...Primo COMPITO DI LATINO cn il nostro AMATO GARRIBBUCCIO...
bimbe mie in bocca al lupo...speriamo bene...
tanto nn COPIEREMO MAI E POI MAI cn quell uomo... |
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